lunedì 16 febbraio 2009


Si dice che l'Amore sia un percorso per persone coraggiose. 
Tutto il resto è coppia. 

martedì 3 febbraio 2009

Adoro:

fotografare

la presenza della mia famiglia

le persone con quel qualcosa in più

il sushi

i miei capelli

il vino bianco

essere sempre impegnata

dormire

i baci

gli abbracci

la doccia più che rovente

il latte con i biscotti

il mare

ricevere emails

 

 

Odio:

le "mosche volanti" nei miei occhi

i giudizi

dovermi giustificare

il sapore dei superalcolici

pasta e legumi

il mal di stomaco da stress

la banalità

il computer lento

la doccia fredda

qualsiasi fonte di luce mentre dormo

i comportamenti da 15enni

il traffico

la nullafacenza

la superficialità

domenica 1 febbraio 2009

Perchè, io?

Perché scorgo da lontano e quasi con indifferenza angoli inesplorati del mio cuore e della mia mente, angoli che a volte possono portarmi a pensare cose che non vorrei e ad avere paura.

Perché ho combattuto e combatto contro lacrime senza senso, vulnerabili e ribelli, che scendono con prepotenza giù da questi occhi forse stanchi, i miei occhi che hanno paura del futuro, che hanno solo voglia di osservare e fotografare. E vorranno farlo ancora, spero a lungo.

Perché ci penso e credo fortemente che l'Amore non sia una parola da vocabolario, perché si dà il nome "Amore" a qualcosa che invece non può essere nominato e che o scatta o non scatta, che brilla per convenzione nel cuore della gente inutile ma che non per convenzione è l'unica forma di vita vera.

Perché sono quella che non giudica e che accetta le manie di protezione proprie e altrui, che se decide di non accettare si allontana per sempre senza far rumore.

Perchè odio troppo dovermi giustificare.

Perché con l'inutilità della puntualità ci faccio a botte.

Perché ho imparato a vivere del presente che mi circonda abbattendo il punto di domanda sul futuro perché il futuro non esiste ancora e quando esisterà sarà il mio presente, un presente che oggi mi fa stare meglio quando penso a quello che ho, e quello che non ho e che non conosco a volte mi manca e a volte no.

Perché quello che sono non lo sa nessuno e io mi illudo di essere tutta in un posto e poi mi accorgo che di me c'era solo un riflesso, finto.

Perché io sono quella che si fa prendere per mano ma che rimane ferma sulle sue ossa e non c'è verso di schiodarla se non lo desidera con razionalità.

Perché imparo ad avere dubbi, a cambiare idea, perché imparo a crescere e a gestire quando possibile i miei (più o meno) stabili umori..

(to be continued.. maybe)