domenica 28 ottobre 2007

La vertigine non è paura di cadere, è voglia di volare

"Sai che è solo il tempo a rivelare la stagione.." (da un testo degli Afterhours)
Tracce sospese, tracce di me. Tracce che impavide cercano un brivido. Quel brivido. Ancora, di nuovo. Tracce che si spargono un po’ ovunque, un po’ dappertutto. Tracce che lasciano un sorriso, mio come tutte le domande, mio come tutte le risposte che solo io so darmi, solo io, giuste o sbagliate che siano. E sono qui, pronta. Sono immobile, ma in movimento. E allora si, allora lo voglio, lasciatemi aprire quella porta, in bianco e nero, con le giuste e sottili sfumature che solo il bianco ed il nero sanno dare, altrimenti non sarebbe la stessa cosa. Ed è solo il tempo a rivelare la stagione, ma non sempre. Spesso.
Nessuno accende una lampada per nasconderla dietro una porta: lo scopo della luce è diffondere dell’altra luce intorno, far aprire gli occhi. (P. Coelho)

martedì 16 ottobre 2007

TANTI AUGURI !

Sono nata 26 anni fa. Erano le 00:07 del 17 ottobre del 1981, ma per 7 minuti il dottore decise che la mia data di nascita doveva essere 16 ottobre, il 17 era un numero sfortunato. Forse per questo non sono mai stata scaramantica. Sono una bilancia, si dice che le caratteristiche dominanti dei nati sotto questo segno siano la stabilità e l’equilibrio (non a caso si chiama bilancia) e forse è per questo che io cerco sempre di capire ed analizzare minuziosamente le instabilità degli altri a discapito della mia, che devo dire regge proprio bene perché il rischio di impazzire c’è stato. Quando sono nata non piangevo perché avevo la gola chiusa.. papà mi raccontò di come mantenne la calma perché lui, in situazioni di emergenza, riesce a rimanere impassibilmente sereno; quando invece si tratta di stronzate (tipo non trovare le chiavi di casa) scatena un putiferio. Ma il mancato pianto da neonata è stato ampiamente recuperato dalle lacrime versate da piccola e da grande. Quando andavo all’asilo mettevo la giacca al contrario: la giravo sottosopra e da davanti infilavo le maniche..poi, con un agilissimo movimento (come una bracciata di nuoto in stile dorso) la giacca era perfettamente indossata.. lo so che non avete capito la mia tecnica infantile, ma ‘fa niente. Ero particolare già a 4 anni. Da piccola raccontavo le poesie all’orecchio, ma dicevano fosse maleducazione, e così dovevo ricominciare a voce alta. Forse è per questo che non mi vergogno quasi mai e quasi con nessuno, tranne quando faccio degli errori che per me sono tali, in quel caso mi vergogno alla corte di me stessa. Adoro abbracciare le persone a cui voglio bene e non mi staccherei mai. Ho suonato il pianoforte per più di 12 anni, adoravo Chopin. Crescendo ho iniziato a strimpellare musica moderna, ero appassionata di Mellon Collie degli Smashing Pumpkins, ora ascolto Ludovico Einaudi. Prima del pianoforte suonavo il flauto, me lo consigliò il mio dentista per la posizione delle labbra..non gli è bastato farmi portare l’apparecchio per tutti quegli anni. Dopo qualche mese, odiando il piffero, mi sono buttata sul pianoforte. Ho imparato allora a decidere. Forse per questo oggi sono molto spesso indecisa, su quasi tutto. Porto gli occhiali, e li odio. Non bevo caffè, ma puntualmente vengo invitata a bere un caffè. Ho avuto poche storie d’amore, quasi sempre fugaci, ho accettato rapporti anomali troppe volte e troppo spesso. Ecco perché sono convinta che nel mio presente influisca il mio passato. Sono disordinata, lo sono sempre stata, a partire dalle elementari e dai quaderni disordinati: foglietti sparsi, libri ovunque, vestiti che si accumulano sulla sedia.. sono cosi, ma nel mio caos ci sto bene. Quando vivrò da sola cambierò, mamma lo giuro. La mia prima cotta di bambina fu a 6 anni, era spagnolo, si chiamava Rodrigo, il mio principe azzurro, sembrava un folletto. Era migliore dei folletti incontrati in seguito. Sono sempre stata selettiva con l’altro sesso, troppo, ho sempre detto che il mio amore sarebbe andato a qualcuno che per me rasentava la perfezione (a quanto sembra sono anche utopica) ed infatti nella vita mi sono innamorata dell’imperfezione. A 13 anni sono partita da sola per una scuola americana, erano sempre tutti ubriachi. Da grande è capitato poche volte di aver bevuto troppo, ma a parte un gran mal di testa e di stomaco, sembra che di danni irreparabili non ne abbia mai fatti. A 18 anni sono andata in vacanza in una scuola di sport estremi, un’esperienza stupenda che non scorderò mai. Forse per questo odio tutto ciò che è estremo, perché la vita è fatta di sfumature. Amo il mare, soprattutto per una passeggiata nel tardo pomeriggio. Del mare amo le onde, a 20 anni ho fatto un corso di surf in Spagna ed ho capito che nella vita si può provare un’emozione forte che non sia per una volta legata all’amore. E poi finisce sempre che ogni volta che mi emoziono è perché mi balza il cuore fuori dal petto. Ho iniziato a fumare a 24 anni, ma tuttora fumo poco. Adoro ricevere regali, ma molto di più farli, cerco sempre idee strampalate per stupire chi li riceve. Il mio primo regalo a 1 anno è stato un trenino con le rotaie, una specie di go-kart per i piccoli. Sono stata in varie capitali europee. A New York ho comprato tante paia di scarpe, i miei amici al ritorno mi dissero che erano brutte. Ripensandoci oggi credo avessero ragione. Sono stata in Messico per la mia laurea, e l’anno successivo in California. Amo viaggiare. A Novembre mi iscriverò ad un corso di fotografia, pronta per il prossimo viaggio. Ho fatto l’amore per la prima volta un po’ tardi, perché per me doveva essere un momento speciale, e proprio perché volevo fosse così l’ho fatto con uno che non era neanche lontanamente il mio principe azzurro. Ho fatto molte volte sesso. Le volte in cui ho davvero sentito di aver fatto l’amore si contano sulle dita di una mano, ma quelle me le ricordo tutte come fosse ieri, e sono state i regali più belli che la vita mi abbia fatto. Adoro le coccole quando faccio l’amore. Amo le coperte calde, di quelle che devi restare immobile dentro il letto per quanto sono pesanti. Odio il freddo, a volte dormo con il piumino anche d’estate. Spesso indosso i calzini di notte, e se non risultassi ridicola d’inverno metterei anche i guanti. Volevo iscrivermi a psicologia, poi ho scelto farmacia. Vorrei fare la psicologa come secondo mestiere, quando un giorno troverò il primo. Sono cresciuta negli ultimi 3 anni. Sono insicura e mi faccio le cosiddette "pippe mentali", spesso sento il bisogno di qualcuno che mi dia sicurezza, e forse per questo alla fine mi sono sempre fidata di chi mi ha reso ancora più insicura. Trovo sempre un perché a tutto. Non sempre la risposta è quella giusta, ma questo di solito lo capisco troppo tardi. Non sono egoista, ma penso molto al mio bene ed alla mia serenità, mai come in questo momento della mia vita. Tutto quello che ho raccontato è una piccola parte dei miei 26 anni. TANTI AUGURI !

martedì 2 ottobre 2007

DIVENIRE

Penso.. penso che ogni attimo vissuto nel mio presente dopo un istante è divenuto passato. Ed il mio futuro.. quello ancora non esiste perché, nel momento in cui arriverà, allora sarà il mio presente.. e quel presente dopo ancora un altro istante sarà di nuovo passato. E allora penso che, se camminassi voltandomi indietro, non solo andrei a sbattere, ma dopo un po' mi farebbe anche male il collo..

lunedì 1 ottobre 2007

L'INFINITO GREMBO DEL POSSIBILE

"Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende,colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa ,una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere”(A. Baricco)

Succede. Così come una nube che passa. Un invisibile lampo che illumina. Ed il tuono, poi. Una leggera pioggia d’estate. Così come un cuore che batte. Così come la vita. E il destino. E me lo chiedo. Quasi ogni giorno, uguale e diverso dall’altro. E si dice così, tra il popolo, si dice che è andata come doveva andare. Mai sentito? Si. Voglio ribellarmi, anzi, volevo ribellarmi. Più ti agiti e più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli e più ti ferisci. Mi sono violentemente ribellata, e troppe di quelle volte segretamente ferita. Perché non lascio nulla al caso. Errore. E allora, ultimamente, ci provo, tento di essere come dicono in giro.. fatalista. E mi siedo, e aspetto.. infinitamente. Alle volte la vita si rigira in un modo strano, la vita, lei, incredibilmente imprevedibile. Così ho imparato, ultimamente, tante cose. Tante cose che non avrei mai voluto sapere così. Preferivo un corso della Garzanti, con cd integrato di quelli super-tecnologici. E volevo, volevo, volevo.. volevo avere il comando delle cose. E così, stupidamente, penso spesso che certe cose siano andate in un modo o nell’altro per colpa mia, fragili ed intrepidi comportamenti. Una che non sa fare altro che dare tutto quello che ha. Sempre. Ed è così che va il mondo. Così.

“Succede, in un match di tennis, che la palla sfiori la sommità della rete e, per un quarto di secondo, possa andare da una parte o dall’altra. Con un po’ di fortuna, raggiunge il bersaglio e vinci. Ma può anche ricadere dalla tua parte, e allora perdi" (dal film Match point)

Ho imparato tante cose in questi mesi.. a seguirlo, questo destino, ad accettarlo. E l’istinto, anche.. seguire anche quello. Fare quello che sento, sempre. Perché ho capito che nella vita ci sono due modi di essere forti, avere una corazza dura come la pietra oppure viverla con l’anima, penetrabile come le trame della nebbia. Solo una delle due si adatta al mio cuore. E sono giorni così.. Mi sento un po' così. Tremendamente impotente di fronte alla vita. E pensare che, alle volte, vorrei testardamente cambiare non solo il mio vivo presente, ma anche il mio passato. Anche quello. Supergirl !! E invece mi tocca proprio camminare avanti, senza potere né volere cambiare nulla, perché se potessi tornare indietro vivrei tutto alla metà del brivido e della velocità, tanto che importa, avrei una seconda possibilità.. No.. Pare che avanti bisogna andare. E tant’è che tra 15 giorni è il mio compleanno, quindi, ma guarda un po’, sembrerebbe proprio che il tempo passa.

(Ps. A ‘sto punto, caro destino, mo che te l’ho pure detto, famme ‘n bel regalo.. !! )