Un anno fa, proprio oggi.Partivo per la Ville lumière, Paris.
Un ricordo.
Così amaro come quelle lacrime.
Così dolce come quelle emozioni.
Un ricordo.
.....troppo da dire, nulla da dichiarare.....
Ho trovato. Una spugna. Ecco si, come una spugna. Una di quelle piccole, e morbide, e tonde, quelle che assorbono tutto. Assorbo tutto, per l’appunto, tutto quello che mi succede, il bene ed il male. Poi, come una piccola spugna, decido se trattenere tutto, o spremermi. Lanciare via i sassi. Non sempre. Non è che lo decido io, questo no. Decide chi mi ha tra le mani. Ed io ancora non ho capito se è il folle destino a governarmi con autorevolezza, o se,per caso, posso tentar, timidamente, di far qualcosa. Chi saprebbe darmi questa eccelsa spiegazione? E me lo ha detto un amico proprio l’altro ieri: esprimiti. Allora che faccio?Lancio i sassi? Butto tutto? Una spugna che si rispetti va lavata, e poi strizzata. Termini tecnici, culinari, casalinghi direi. Ma tutto ciò che è lì, all’interno, dove finisce? E la spugna è come quel tratto di corpo, ed anima, che va dal petto fino alle gambe. Pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima. E’ tutto lì. E puoi espirare, inspirare. Inspira, respira. Prova a farlo. E' tutto più semplice. Non c'è bisogno di pensarci. Facilmente facile. Ed inspiro ed espiro, e così, solo così, quel tratto che va dal petto alle gambe, pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima, fa meno male. Respiro. Infinitamente respiro. Voglio respirare. Ho deciso, se mi verrà concesso, voglio essere strizzata. Ho la voglia, volontà, esigenza di liberarmi. Basterà? Basterà per non farfugliare e viaggiare tra quelle nubi a cui, di solito, si attribuisce il nome di pensieri? E tra loro, quei pensieri delle immense ed estreme cazzate fatte, nell’ultimo anno, delle quali non ricordo neanche la metà? Basterà per non assorbire più, per non incamerare tutto quello che mi succede intorno, nel bene e nel male? Basterà per uccidere e sterminare quel persistente pizzico di follia ed irrazionalità, che invece, alle volte, è la forma più pura di saggezza? Troppe domande, poche risposte. Mi faccio troppe domande, mi do poche risposte.
"Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batte e si ribatte una pietra contro l'altra, senza stancarsi, finché scocca la scintilla. Per nascere il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerca dunque sempre il fuoco nella tua vita, attendi il vento, perché senza fuoco e senza vento i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia" (Più fuoco, più vento, Susanna Tamaro)