lunedì 24 settembre 2007

BUTTARMI PER CADERE VERSO L'ALTO

Un anno fa, proprio oggi.
Partivo per la Ville lumière, Paris.
Un ricordo.
Così amaro come quelle lacrime.
Così dolce come quelle emozioni.
Un ricordo.

venerdì 21 settembre 2007

VIAGGIO TRA PUNTI INTERROGATIVI

Ho trovato. Una spugna. Ecco si, come una spugna. Una di quelle piccole, e morbide, e tonde, quelle che assorbono tutto. Assorbo tutto, per l’appunto, tutto quello che mi succede, il bene ed il male. Poi, come una piccola spugna, decido se trattenere tutto, o spremermi. Lanciare via i sassi. Non sempre. Non è che lo decido io, questo no. Decide chi mi ha tra le mani. Ed io ancora non ho capito se è il folle destino a governarmi con autorevolezza, o se,per caso, posso tentar, timidamente, di far qualcosa. Chi saprebbe darmi questa eccelsa spiegazione? E me lo ha detto un amico proprio l’altro ieri: esprimiti. Allora che faccio?Lancio i sassi? Butto tutto? Una spugna che si rispetti va lavata, e poi strizzata. Termini tecnici, culinari, casalinghi direi. Ma tutto ciò che è lì, all’interno, dove finisce? E la spugna è come quel tratto di corpo, ed anima, che va dal petto fino alle gambe. Pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima. E’ tutto lì. E puoi espirare, inspirare. Inspira, respira. Prova a farlo. E' tutto più semplice. Non c'è bisogno di pensarci. Facilmente facile. Ed inspiro ed espiro, e così, solo così, quel tratto che va dal petto alle gambe, pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima, fa meno male. Respiro. Infinitamente respiro. Voglio respirare. Ho deciso, se mi verrà concesso, voglio essere strizzata. Ho la voglia, volontà, esigenza di liberarmi. Basterà? Basterà per non farfugliare e viaggiare tra quelle nubi a cui, di solito, si attribuisce il nome di pensieri? E tra loro, quei pensieri delle immense ed estreme cazzate fatte, nell’ultimo anno, delle quali non ricordo neanche la metà? Basterà per non assorbire più, per non incamerare tutto quello che mi succede intorno, nel bene e nel male? Basterà per uccidere e sterminare quel persistente pizzico di follia ed irrazionalità, che invece, alle volte, è la forma più pura di saggezza? Troppe domande, poche risposte. Mi faccio troppe domande, mi do poche risposte.

martedì 18 settembre 2007

VOGLIO FUOCO, PRETENDO VENTO

"Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batte e si ribatte una pietra contro l'altra, senza stancarsi, finché scocca la scintilla. Per nascere il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerca dunque sempre il fuoco nella tua vita, attendi il vento, perché senza fuoco e senza vento i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia" (Più fuoco, più vento, Susanna Tamaro)

venerdì 14 settembre 2007

(NON) SARA' UN'AVVENTURA

Mi presento. More than words. Primo post. Cosa si scrive nel primo post? Una sorta di intrigante e pericolosa avventura: il blog. Pericolo di perdersi nei pensieri. Si, perchè negli ultimi mesi ho scoperto quanto mi piaccia battere i tastini e comporre. Forse più che leggere. Scrivere un libro (addirittura!) è un po' il sogno di tanti, una volontà di quelle irrealizzabili, o meglio, difficili da realizzare, quelle cose che si dice siano improbabili ma non impossibili. Beh, per il momento, un blog mi sembrava più a portata di mano. Non trovate? Ed eccomi qui. More than words. Lo traduco? Più che parole. Non mi piace, no. Preferisco more than words. Fatti. Certezze. No, non proprio. Diciamo che mi piace viaggiare tra le parole, prendere un treno, o magari chissà, un aereo (forse risulta più semplice viaggiare tra le nuvole biancastre, lì dove mi hanno detto che vivono gli Angioletti) e guardarmi intorno. Ma lo faccio solo con la mia colorata fantasia. More than words. Ogni mia singola parola è (quasi) sempre accompagnata da un irrefrenabile desiderio, da una tiepida speranza, da un insaziabile qualcosa in cui credo e che voglio rendere realtà. Non mi fermo mai. Quasi mai. Credo in tutto quello che faccio. Credo. Fortissimamente credo. Però mi sa che lo devo dire: ciò in cui ho smesso, ultimamente, di credere, è la Signorina Myself. Controsenso vero? Non troppo, solo un po'. Mi "scoccia" pensarlo, figuriamoci dirlo. Ma tant'è. Ora (in realtà già da un bel po', ma io sono un po' lenta..) ho deciso di dare tutto lo spazio possibile a questa Signorina. E con le mie gambe (anzi le sue) camminare, correre. La cosa bella è che in questa splendida avventura non sarò sola, avrò i miei aiutanti, e soprattutto un "Angioletto Sottosegretario", così dice di chiamarsi Enne, insieme alle persone che tutti i giorni riempiono la mia vita di instancabili sorrisi, ma soprattutto, io, moi, avrò un aiuto speciale: da lissù, proprio dove vivono gli Angioletti, un simpaticissimo signore in giacca e cravatta mi sta guardando e sorridendo da qualche giorno. E da ora in poi lo farà per sempre. TI VOGLIO BENE.