Ho trovato. Una spugna. Ecco si, come una spugna. Una di quelle piccole, e morbide, e tonde, quelle che assorbono tutto. Assorbo tutto, per l’appunto, tutto quello che mi succede, il bene ed il male. Poi, come una piccola spugna, decido se trattenere tutto, o spremermi. Lanciare via i sassi. Non sempre. Non è che lo decido io, questo no. Decide chi mi ha tra le mani. Ed io ancora non ho capito se è il folle destino a governarmi con autorevolezza, o se,per caso, posso tentar, timidamente, di far qualcosa. Chi saprebbe darmi questa eccelsa spiegazione? E me lo ha detto un amico proprio l’altro ieri: esprimiti. Allora che faccio?Lancio i sassi? Butto tutto? Una spugna che si rispetti va lavata, e poi strizzata. Termini tecnici, culinari, casalinghi direi. Ma tutto ciò che è lì, all’interno, dove finisce? E la spugna è come quel tratto di corpo, ed anima, che va dal petto fino alle gambe. Pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima. E’ tutto lì. E puoi espirare, inspirare. Inspira, respira. Prova a farlo. E' tutto più semplice. Non c'è bisogno di pensarci. Facilmente facile. Ed inspiro ed espiro, e così, solo così, quel tratto che va dal petto alle gambe, pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima, fa meno male. Respiro. Infinitamente respiro. Voglio respirare. Ho deciso, se mi verrà concesso, voglio essere strizzata. Ho la voglia, volontà, esigenza di liberarmi. Basterà? Basterà per non farfugliare e viaggiare tra quelle nubi a cui, di solito, si attribuisce il nome di pensieri? E tra loro, quei pensieri delle immense ed estreme cazzate fatte, nell’ultimo anno, delle quali non ricordo neanche la metà? Basterà per non assorbire più, per non incamerare tutto quello che mi succede intorno, nel bene e nel male? Basterà per uccidere e sterminare quel persistente pizzico di follia ed irrazionalità, che invece, alle volte, è la forma più pura di saggezza? Troppe domande, poche risposte. Mi faccio troppe domande, mi do poche risposte.venerdì 21 settembre 2007
VIAGGIO TRA PUNTI INTERROGATIVI
Ho trovato. Una spugna. Ecco si, come una spugna. Una di quelle piccole, e morbide, e tonde, quelle che assorbono tutto. Assorbo tutto, per l’appunto, tutto quello che mi succede, il bene ed il male. Poi, come una piccola spugna, decido se trattenere tutto, o spremermi. Lanciare via i sassi. Non sempre. Non è che lo decido io, questo no. Decide chi mi ha tra le mani. Ed io ancora non ho capito se è il folle destino a governarmi con autorevolezza, o se,per caso, posso tentar, timidamente, di far qualcosa. Chi saprebbe darmi questa eccelsa spiegazione? E me lo ha detto un amico proprio l’altro ieri: esprimiti. Allora che faccio?Lancio i sassi? Butto tutto? Una spugna che si rispetti va lavata, e poi strizzata. Termini tecnici, culinari, casalinghi direi. Ma tutto ciò che è lì, all’interno, dove finisce? E la spugna è come quel tratto di corpo, ed anima, che va dal petto fino alle gambe. Pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima. E’ tutto lì. E puoi espirare, inspirare. Inspira, respira. Prova a farlo. E' tutto più semplice. Non c'è bisogno di pensarci. Facilmente facile. Ed inspiro ed espiro, e così, solo così, quel tratto che va dal petto alle gambe, pancia, addominali, stomaco, specchio dell’anima, fa meno male. Respiro. Infinitamente respiro. Voglio respirare. Ho deciso, se mi verrà concesso, voglio essere strizzata. Ho la voglia, volontà, esigenza di liberarmi. Basterà? Basterà per non farfugliare e viaggiare tra quelle nubi a cui, di solito, si attribuisce il nome di pensieri? E tra loro, quei pensieri delle immense ed estreme cazzate fatte, nell’ultimo anno, delle quali non ricordo neanche la metà? Basterà per non assorbire più, per non incamerare tutto quello che mi succede intorno, nel bene e nel male? Basterà per uccidere e sterminare quel persistente pizzico di follia ed irrazionalità, che invece, alle volte, è la forma più pura di saggezza? Troppe domande, poche risposte. Mi faccio troppe domande, mi do poche risposte.
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1 commento:
butti tutto ma nulla va perduto...dove finisce? forse non è importante, resta il passaggio, il segno di qualcosa, una cicatrice che un giorno non si vedrà quasi più...la spugna in ogni caso non sarà più come quando era dentro una confezione di plastica, avrà vissuto. Ecco dove finisce, diviene VITA
un bacio
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