
Sensazioni inenerrabili. Presenza di persone importanti. Con me. Si, proprio io.
Le persone che alle volte nella quotidianità vivi in maniera diversa. Le stesse persone che ti coccolano e che ti hanno coccolato e che ti fanno sentire che ti vogliono bene, bene per davvero. E senti di voler ricambiare costantemente. Le persone che oramai fanno parte di te così profondamente che ti chiedi come faresti a vivere senza, e ti rispondi che per fortuna questa domanda non devi portela.
E oltre a loro ce ne erano tante altre, tutti e 17, gran belle persone, gente che ha vissuto il mondo, che ha viaggiato, scoperto popolazioni e posti inesplorati, e ognuno ha avuto qualcosa da darmi, da insegnarmi, da farmi pensare, scoprire. Ognuno con il suo ruolo e la sua presenza, fragile, impavida, dura, tenera e costante.
C'è da dire che un incidente di percorso a causa di un vaccino al braccio (non ve li fate !!) mi ha buttato un po' giù, ancora me lo porto dietro e ho voglia di liberarmene al più presto, anche se ancora non conosco quando passerà tutto.
Ma serve anche questo, a quanto sembra, serve a capire quali sono le priorità della vita e a capire che non è giusto né necessario piangere e star male per cose che la vita ti offre senza che tu gliele abbia chieste, quando una uomo non ti vuole o forse semplicemente non ti merita o non fa per te, quando uno stronzo di turno che si aggira nel tuo cuore ti si vuole soltanto portare a letto, quando a lavoro le colleghe sono isteriche, quando c’è traffico e hai sonno.
Nonostante tutto sono riuscita ad essere lì, in quei luoghi fantastici pieni di luce e di spontaneità.
Gente proveniente da villaggi rurali che ti offre una palafitta contornata da galli e cinghialetti, bimbi pronti ad offrirti un sorriso regalandogli una penna o un quaderno, o magari un semplice tuo gesto d’affetto, una carezza, un buffetto sulla guancia. Animali selvaggi incatenati e che ti guardano negli occhi e riescono a comunicarti gioia mangiando una banana. Il quasi Laos. E l’ilarità, le fotografie, i volti delle donne e dei bambini, e degli uomini, i treni notturni e i denti e le docce alla stazione, rubabandiera, il pesce squalo e il barracuda, e il granchio, Cat e Paesan, le barche e i fiumi selvaggi, le docce con il tubo, la puzza di China Town e gli odori degli spiedini, i tuk tuk e gli impianti stereo, la Singha, i punti discovery, il Thai Massage, il ping pong e il karaoke, il trekking nel fango e i bastoni di bambù, le scimmie e il parco animali di ogni genere, Ayhutaya e i 40 mezzi per arrivate a Phangan, la corda di fuoco e il mare che pizzica di notte e di giorno, Dubai e il paese dei balocchi.. e le vostre voci, che ancora sento quando mi mancate.
Kap Kun Khap / Kap Kun Ka

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