Lei si guarda allo specchio, oggi. Poco più di un anno dopo. Si guarda e si prende in giro, con sorriso inconsapevolmente beffardo. Si dà schiaffetti prepotenti per rimproverarsi: non sopporta di portare sulle spalle il peso di ciò che vorrebbe non aver vissuto. Si sente irrimediabilmente stupida per aver reagito come non avrebbe mai voluto.. più passa il tempo e più se ne rende conto.. più passa il tempo e più pensa a quei momenti, quelli brutti perché, a dirla tutta, i momenti belli non sa proprio dove siano rimasti. E' stato breve.. una volta, ricorda, le disse che era stato denso, così come, le disse, lo era lei. Quella densità, ed intensità, che fa prendere la vita con infinita leggerezza, che fa sorridere perché ci si sente stranamente bene. Era questo.. non male. Ma a volte le capita, ripensa a quei momenti, quelli che odia da morire, e desidererebbe eliminarli dalla memoria, un po’ perché è fatta così, e non accetta di sbagliare e soprattutto di aver sbagliato, un po’ perché si sente piuttosto buffa per aver pensato e detto e soprattutto fatto determinate cose, o meglio, cazzate (perdono per la caduta di stile..).. Lei era fragile, tanto, troppo. Perché elemosinare amore? Perché? Non era giusto.. L'amore non si elemosina. E così si guarda allo specchio.. e pensa che si è fatta tanto di quel male da sola che ora, se potesse, tornerebbe indietro per cancellare tutto, lei che invece vorrebbe sempre andare avanti, ed accetterebbe serenamente, oggi, quello che invece, un anno fa, non riuscì ad accettare. Pensava fosse tutto il suo bene ma tale non era proprio, anzi.. ! E lo elemosinò, quel bene. Si trattava, ovviamente, di una strana ed acuta forma di Pazzia che prese l'intrepido comando della sua mente e soprattutto del suo Cuore. L’avete letta quella fiaba in cui giocando a nascondino la Follia rende cieco l’Amore con una spina? Per farsi perdonare gli promette di stargli sempre vicina.. Ecco, cosi fu. E si odia per non essersi amata. Ma poi ci pensa, pensa che se non avesse passato quel momento forse non sarebbe mai scesa dentro sé stessa, non si sarebbe voluta il bene di oggi, sarebbe rimasta con gli occhi spalancati e con la paura di perdere qualcosa che non ha il difetto della dimenticanza.. non avrebbe mai chiuso quei suoi occhi scuri. Ma si è tradita.. Ha scoperto di aver pianto, di aver riso, di aver sbagliato e poi di essersi vergognata, per la paura di darlo a vedere. Le viene da sorridere silenziosamente pensando a quando, invece, allora, tutto ciò che le riusciva era piangere.
Avrebbe voluto reagire diversamente quando fu il momento di reagire.. avrebbe voluto essere cresciuta prima.. avrebbe voluto non cadere nella trappola di quell'insensata follia.. avrebbe davvero voluto farsi meno male.. Cerca di perdonarsi, oggi, perché ha capito.
Ma forse questo mondo non ha ancora vinto. Perché sa che se si sbaglia ad allacciare il primo bottone di una camicia di conseguenza si sbaglieranno tutti gli altri. Gli altri però non saranno errori, ma solo la logica conseguenza del primo bottone sbagliato. Ed il primo grande errore della sua vita è il cercare di non farne...
(N.b. Per chi me lo ha chiesto: se questo post sia o meno il proseguimento di quello precedente, non lo so.. forse .. )
lunedì 10 dicembre 2007
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