mercoledì 10 settembre 2008

Ciao, come stai?E’ passato un anno esatto , proprio oggi. Era un anno fa quando ero in ufficio e vidi la chiamata di zio sul cellulare. Avevo già capito, ma non volli richiamare subito. Aspetttai qualche minuto, pensando a quello che voleva dirmi zio. Aspettai ancora. Mi dicevo che ormai era successo, sapevo che era una cosa proprio brutta. Anziché zio chiamai mamma. E lei mi disse quello che già sapevo. Te ne eri andato, avevi chiuso gli occhi per dormire un po’. Per dormire un po’ di più. Andai via dall’ufficio immediatamente, iniziò così il viaggio verso casa tua per venirti a trovare. Non ti vedevo da fine agosto, l’ultimo bacio che mi hai dato era sul tuo lettone, guardandomi negli occhi. Poi quel giorno, un anno fa, ti ho rivisto lì, a casa. Eri sereno, stavi così bene che quasi ti vedevo sorridere. E ti ricordo cosi, proprio con quel sorriso. Chissà come stai, che fai. So che mi pensi, perché me l’avevi promesso, so che sai cosa succede nella mia vita. Quest’anno è stato strano, da quando non ci sei più ho alternato momenti di follia a momenti di lucidità, la mia anima non sempre ce l’ha fatta a stare dietro alla mia testa, e viceversa, soprattutto viceversa, direi.. Ho viaggiato molto, come al solito, ogni volta mi dicevi che non mi fermavo mai; ho avuto un contratto di lavoro, ho stretto legami molto belli e importanti con vecchi amici; ho conosciuto gente nuova, talvolta anche in modo strano, se te lo racconto ti metti a ridere; ho avuto delle sorprese, ho imparato a vivere quasi al secondo, ho imparato che nella vita ci sono delle priorità. Sai, mi manchi un po', questo te lo voglio dire. Spero, e so, che continuerai ad aiutarmi, ne ho bisogno sai? Si perché ‘sta vita qua è proprio piena di imprevisti. Ora ti saluto, che magari a leggere con quegli occhialetti ti affatichi. Ciao nonno, ti voglio bene.

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