venerdì 18 gennaio 2008

L’odio è l’assenza d’amore, così come il buio è l’assenza di luce. L’opposto dell’amore è la paura.

Mio nonno mi diceva sempre che quando sarebbe andato via, lontano da qui, io avrei attraversato con coraggio la strada, la mia, quella che piaceva a me e di cui lui era orgoglioso.. mi diceva spesso che ero una brava nipote, quella che entrando nel negozio che è stato la sua vita diceva buongiorno ai clienti, e poi gli dava un bacio. Nonna quando ero piccola non voleva che tornassi tardi la sera.. lui ci litigava a brutto muso e così mi concedevano sempre mezz’ora in più. Ora nonna ha un cagnolino, si chiama Clementina, le fa tanta compagnia.. chissà se a nonno sarebbe piaciuta, è piccola e nera. Vorrei raccontargli il mio 2007. Come stai? Lui l’ha visto il film delle mie emozioni, da lissù, ha spiato con affettuoso sorriso la mia vita, giorno dopo giorno. Io, mentre lui mi spiava, ero testardamente immobile, ferma a guardarmi, spiandomi anch’io, da lontano, con le braccia conserte ed una calda coperta che mi riparava dal freddo pungente delle mie giornate.. Ho visto da lontano valanghe di emozioni e sentimenti e vuoti e paure e dolori e tremori e impressioni e sensazioni che, ad intervalli regolari, hanno fatto capolino tra gli spazi infiniti del mio cuore intrufolandosi tra le pieghe virtuose della mente e cercando di incastrarsi gli uni con gli altri. E mica ci capivo niente eh.. Nonno me lo spieghi tu ??! Ci faccio a pugni con l’insieme delle mie volontà, con la forza d’animo che ho scoperto di avere, con l'incessante crescita che mi sta accompagnando, con l’insieme delle cose che ho imparato, e conosciuto, di me stessa e a volte anche degli altri.. Se hai avuto Amore, per osmosi da bambina o per esperienza quando sei diventata un po’ più grande, gridando di gioia o devastandoti se per un motivo o per l’altro non c’è più, hai solo due alternative: smettere di desiderarlo per non soffrire oppure renderti conto che ora sei forte e scaltra, quello sì, ma non indurita al punto da non volerlo più… Io l’amore non lo so cos'è, lo giuro. Davvero non lo so. Ma comunque, in ogni caso, io ho scelto la seconda strada, conscia che potrà finire, che mi potrà fare del gran male, che rischio grosso ma anche del fatto che, in piedi, ora, e sottolineo ora, ci so stare a prescindere e che nessuno, nessuno, nessuno, mai al mondo e mai più mi potrà fare del male, e sai perchè? Perché il mio, ora, è un esercito di battaglieri, uno squadrone composto da emozioni e sentimenti che non vogliono essere soffocati. Che non vogliono più stare lì a dover pensare se amare o se non lasciarsi andare o se fare di tutto per tenersi stretta una persona.. che poi, parliamoci chiaro, più fai così e più non ci capisci niente.

“Ti ricordi che l’altro giorno abbiamo parlato del fatto che quando vuoi viverti una persona senza legami questa s’innamora, e se invece ci stai bene e glielo dici scappa?”
“Certo che me lo ricordo. Il problema del secolo.”
“Ti ricordi che hai detto anche che spesso ti censuri, perché se ti lasci andare finisce che magari fraintendono?”
“Certo che me lo ricordo.”
“Beh , io sono stata molto bene con te ieri sera, anzi, sono stata molto bene con te da sempre. Per assurdo, ancora prima di conoscerti, quando ci incontravamo sul tram.”
“Vale anche per me.”
“Allora vorrei farti una proposta.”
“Mi devo preoccupare?”
“No, è una cavolata, è un gioco.”
“Ti piace giocare?”
“Si.. insomma, dipende.”
“Quanti giorni ti fermi a New York?”
“Piu o meno ancora 9 giorni.”
“Allora, per evitare che uno si censuri o che si spaventi per le attenzioni dell’altro, io avrei pensato a una cosa.”
“Dai, spara.”
“Fidanziamoci.”
“Come fidanziamoci?”
“Per il tempo che rimani. La mia proposta è che ci fidanziamo e, comunque vada, tra nove giorni ci lasciamo. Un fidanzamento a termine. Con la scadenza scritta bene in grande sopra la confezione.”
“Un fidanzamento a termine?”
“Si, ci fidanziamo, ma decidiamo già adesso che ci lasceremo, vada come vada. Tu rimani qui a New York ancora per qualche giorno. Ci prendiamo cura l’uno dell’altra, facciamo tutto ciò che ci sentiamo di fare e allo scadere del nono giorno ci lasciamo. Così è impossibile fraintendere. Hai detto che ti piacerebbe amare una persona, lasciarti andare, regalare fiori, scrivere poesie e tutto il resto, ma non lo fai perché hai paura di coinvolgerla e poi di cambiare idea.. Io quelle cose, se tu desideri darmele, le voglio, e se desidero dartele voglio poterlo fare. Visto che ci siamo e ci troviamo bene, perché prendersi solo delle cene e delle scopate? Lasciamo aperta ogni possibilità di esprimerci… “

(Fabio Volo, Il giorno in più)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...che meraviglia bià... dove le tieni nascoste tutte queste cose meravigliose che hai da dire? Ti auguro che traspaiano dai tuoi occhi e dalle tue labbra quanto prima...
G.

Anonimo ha detto...

Bello questo post, inizi dal ricordo di tuo nonno per poi addentrarti nel presente.
Quel brano tratto dal libro di fabio Volo è molto toccante.
Ho sentito molto parlare di questo libro, anche se dicono sia migliore il penultimo "Una vita che ti aspetto".Io devo ancora leggerli entrambi.
Syefy

Anonimo ha detto...

è bellissimo questo pezzo di Fabio Volo che hai raccolto... ed è straordinariamente vero che la paura è l'opposto dell'amore, se si ha paura manca lo slancio... non ci si butta, non ci si abbandona...

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)